Poetry Therapy Italia

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A Torino e Aosta la poesiaterapia ha incontrato nell’autunno 2024 professionisti della salute mentale nel corso di due seminari. L’esperienza della nostra redattrice approfondisce la possibilità di collaborare come poetaterapeuti con associazioni di volontariato e gruppi di auto mutuo aiuto su entrambe le tematiche della prevenzione del suicidio e della rinascita dal lutto traumatico.

 

Nel mese di settembre, precisamente il 10 settembre, ricorre la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Lo scopo di questa giornata è quello di sensibilizzare il mondo intero sul fatto che il suicidio può essere prevenuto. Per il triennio 2024-2026, secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la ricorrenza è dedicata al tema “Cambiare la narrazione sul suicidio”.
In molte città ogni anno si svolgono iniziative.
Questo articolo, evidenziando che la poesia e la poesiaterapia sono state accolte con interesse, simpatia e rispetto, dà conto del seminario, che ha avuto luogo il 5 settembre 2024 nell’Aula Magna dell’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino, dal titolo “Prevenzione del suicidio in adolescenza, dal contesto alla clinica”, nel corso del quale è stata fornita una visione complessiva dello stato delle cose su scala globale e a livello cittadino, in riferimento sia agli adolescenti e ai bambini sia agli adulti.

In Italia i tassi di mortalità per suicidio sono più elevati nel Nord Italia tra gli uomini, mentre il rischio è maggiore tra le donne. Il suicidio è la seconda causa di morte nei giovani tra i 15 e i 24 anni, preceduta solo dagli incidenti stradali. In meno di dieci anni è raddoppiato il numero di bambini e adolescenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Secondo uno studio coordinato dal professor Benedetto Vitiello, tra 2018 e 2021, c’è stato un “drammatico incremento di visite urgenti” presso le neuropsichiatrie infantili di 9 ospedali italiani. I comportamenti autolesivi ed i comportamenti suicidari, secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), sono aumentati del 27%, rispetto al periodo pre Covid. (per un approfondimento si rimanda alla sitografia).

Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 16 settembre 2024 in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2024-2025, “Il disagio giovanile è una grande e urgente questione nazionale che va affrontata con tutti i mezzi a disposizione” invitano a non delegare questa emergenza a medici ed esperti e ci spronano a chiederci come contribuire con la poesiaterapia a livello educativo, sociale, culturale.

È stato detto dai relatori che è difficile stabilire se la prevenzione del suicidio sia efficace ed io penso che anche per la poesiaterapia non è facile stabilire se lo sia. Per questo motivo ritengo che prevenzione del suicidio e poesiaterapia possano integrarsi e perseguire insieme l'obiettivo di cambiare la narrazione sul suicidio. Credo, inoltre, che sia necessario ricorrere con consapevolezza e professionalità al linguaggio poetico in particolare con coloro che abbiano difficoltà a maturare ed esprimere richieste d’aiuto ed a raccontare di sé.

Tra gli interventi, tutti notevoli, quello della dottoressa Chiara Davico, neuropsichiatra infantile e ricercatrice universitaria, ha riguardato espressamente la comunicazione e la narrazione.
Davico è infatti referente del Progetto Papageno.news, un sito internet che fornisce indicazioni sul modo più corretto di fare informazione a proposito di casi o tentativi di suicidio, con particolare attenzione agli adolescenti, sito che si rivolge ai giornalisti ma può essere utile a tutti coloro che intendono pubblicare su queste tematiche con qualsiasi mezzo.
La dottoressa Davico è anche referente scientifica del Progetto SPES (Sostenere e Prevenire Esperienze di Suicidalità), progetto che utilizza la pratica teatrale come strumento di formazione, empowerment personale, sviluppo delle relazioni interpersonali e promozione della salute.

Papageno è il nome di un personaggio de Il flauto magico, di Wolfgang Amadeus Mozart. Le vicende lo inducono a pensare al suicidio per disperazione, ma viene salvato da altri personaggi che gli mostrano un modo diverso di risolvere i suoi guai. Con il nome di effetto Papageno la letteratura scientifica ha codificato la capacità, misurata oggettivamente in termini epidemiologici, dei mass media di ridurre la tendenza al suicidio dei soggetti più fragili, indicando possibilità alternative e storie positive.

Nell’Aula Magna di quello che a Torino è conosciuto come “l’ospedale dei bambini”, prima dell’inizio dei lavori, ho chiesto di poter leggere una poesia e sono stata invitata a farlo (cosa niente affatto scontata). Pur non essendo stato preventivamente concordato, di fatto la lettura a voce alta della poesia che segue ha rappresentato una testimonianza, una possibilità, un messaggio di speranza ed anche la dimostrazione che la poesiaterapia (sia come autoterapia sia come complemento alla psicoterapia individuale e di gruppo) potrebbe dimostrarsi metodologia utile ed efficace al pari delle altre.
Questa poesia è stata ispirata dall’incontro personale con Bart Moeyaert, scrittore per bambini e ragazzi, Premio Astrid Lindgren Memorial Award nel 2019.

 

Un giorno sarà possibile dire
“Sto pensando al suicidio”
e tutti sapranno che fare.

Un giorno sarà possibile dirlo
“Voglio qualcosa sopra,
voglio non esserci più”,
un domani la risposta funzionerà
“No, non farlo !” “No, non quello!”
Così si saprà non farla accadere
la morte che è coraggio
e sollievo alla desolazione.

Un giorno sarà possibile dire
“Sto pensando al suicidio”
e tutti sapranno che fare.

Sarà prevenirlo, quando
“Voglio non esserci più,
voglio qualcosa sopra” verrà
ascoltato, sentito, capito.
“Voglio qualcosa sopra” diventerà
“Ho soltanto bisogno
di avere qualcosa sopra di me,
ma è un bisogno urgente
in modo da non esserci più per un po’... soltanto per un po’.”

Tutti sapranno che fare.
Un abbraccio di forza e coraggio?
Una coperta di stelle? Ci sarà.

Così si saprà farla accadere la vita
che è coraggio e sollievo alla disperazione.

Così si saprà farla accadere la vita
che è terapia sociale, cambiamento culturale.

Tornando al convegno torinese, mi è parso di individuare un interessante punto di contatto tra lo studio critico di Dome Bulfaro, pubblicato in Le parole per dirlo  e le parole della dottoressa Antonella Anichini, neuropsichiatria infantile presso la Struttura Complessa Universitaria di NPI dell’Ospedale Regina Margherita.

Come Bulfaro, nel suo saggio, non intendeva autoguarigione come miracoloso e definitivo successo ma come avvio di un mutamento e di un percorso interiore ed esteriore, dovuto al ricorso alla poesia come cura di sé e come mezzo comunicativo, così la dottoressa Anichini ha dato del termine prevenzione una definizione analoga.
Dando inizio ai lavori come prima cosa ha voluto, infatti, esplicitare come intendere il termine prevenzione: “Prevenire il suicidio è un insieme di azioni pensate e pensieri sulle azioni, un insieme creativo e al contempo con solide basi scientifiche, perché prevenirlo non significa evitarlo (il suicidio), prevenirlo significa attivare il cambiamento, aprire ad una possibilità.”
La tematica della prevenzione del suicidio, unitamente alla tematica dl lutto traumatico, è stata trattata qualche mese dopo, a novembre, in un seminario svoltosi ad Aosta, presso la sede dell’Assessorato alla Salute della Regione Valle d’Aosta.
Per lutto traumatico si intende il dolore per la perdita di una persona cara per cause improvvise, inaspettate e violente: incidenti stradali e sul lavoro, calamità naturali, omicidi, femminicidi, suicidi. Il corso di formazione è stato tenuto dalla De Leo Found Onlus con un approccio scientifico e nel contempo con uno stile massimamente umano.

Ho avuto la possibilità di partecipare a una delle tre giornate su invito dell’Associazione di Volontariato “Il Mandorlo Fiorito”, che ringrazio.
Ho visto una realtà all’avanguardia, un esempio per altri territori, capace di elaborare progetti lungimiranti su tematiche non facili. Ho potuto parlare della poesiaterapia, accolta con curiosità ed interesse, ma ho soprattutto ascoltato.

 

Per approfondire

La prevenzione del suicidio a livello globale

www.onuitalia.it

who.int

Eccellenti progetti italiani

www.spesprogram.unito.it

www.papageno.news

www.regione.vda.it

www.deleofoudonlus.org – Help Line 800 168 678

www.facebook.com/p/Il-Mandorlo-Fiorito

 

 

 


 

chiara pentChiara Pent, vive e lavora Torino, ha due figli meravigliosi ed un simpatico coniglio. Dopo la laurea in scienze politiche indirizzo internazionale, ha partecipato ad iniziative di aiuto umanitario durante le guerre nei Balcani: nei campi profughi, al seguito di convogli e nella città assediata. IZET SARAJLIĆ ha detto: “Non compete al poeta cercare la poesia, ma alla poesia cercare il proprio poeta e trovarlo” e Chiara, sospesa tra i due mondi, della poesia e della psicanalisi, sente vera questa considerazione del grande poeta sarajevese.
» La sua scheda personale.