Poetry Therapy Italia

10 ET 12 GS

 

La testimonianza densa e profonda di chi ha accompagnato in prima persona sino all’ultimo respiro la propria madre e dell’esperienza che ha portato: l’attenzione alla parola e al silenzio, la consapevolezza di essere individui unici parte di un tutto, la frequenza del cuore che guida oltre la paura, come i pilastri che sostengono l’accompagnamento al fine vita.

 

 La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo.
Virginia Woolf

 

Qualche anno fa ho avuto il privilegio di accompagnare la mia mamma nell’ultimo tratto della sua vita. Ricordo ancora come, in quegli ultimi e preziosi attimi che abbiamo condiviso, il mio cuore si sia legato all’anima di mia madre in una potente connessione che le ha consentito di prepararsi ad accogliere la morte, permettendole di essere serena nell’abbracciarla e lasciare per sempre l’esperienza terrena. Accompagnare mia mamma negli ultimi passi della sua vita è stato stato un dono meraviglioso, un viaggio affrontato insieme, vissuto in una bolla in cui la vita si svolgeva e il dialogo avveniva tra i nostri cuori, anche con silenzi prolungati.

Se ripenso a quei giorni, ricordo ancora il volto di mia madre negli istanti successivi al momento in cui il suo respiro si è fermato. Era luminoso, disteso, di una meravigliosa bellezza senza tempo. Ed è stato lì, in quel momento, che ho capito che l’amore condiviso in vita, e soprattutto negli ultimi giorni, aveva condotto mia mamma nel suo ultimo viaggio con la pace nel cuore; quella pace che sentivo dentro di me, mentre le stavo accanto.

Stando con lei, ho compreso il valore delle pause, dei silenzi, dello spazio tra un respiro e l’altro, ho conosciuto le sue paure e compreso l’importanza delle parole come mattoni del delicato ponte tra l’essere in quel momento e il divenire… e ho compreso che lasciandosi fluire, affidandosi alla saggezza del cuore, diviene tutto naturale, semplice, in un susseguirsi di preziosi istanti.

Quel tempo prezioso mi ha portato a realizzare come, nella quotidianità, perdiamo il valore dei momenti della vita, senza renderci conto che ogni istante e accadimento è per noi unico e irripetibile. Anche la medesima esperienza, non sarà mai uguale alla precedente, perché noi non siamo mai gli stessi, cambiamo istante dopo istante, nasciamo e moriamo innumerevoli volte, senza rendercene conto.

Temiamo la morte perché la concepiamo come il finire della vita e quando una persona sta morendo, o ha una diagnosi infausta, la pensiamo già morta… mentre ancora sta vivendo.

Cresciamo nel timore di lasciare tutto, nella paura dell’ignoto e della sofferenza mentre  dovremmo allenarci a focalizzare l’attenzione sulla trasformazione per prepararci a morire poiché, pensandoci come anime incarnate e non solo corpi che esperiscono in questa vita, riusciamo a vedere quella trasformazione che l’energia della morte porta con sé.

Le persone morenti sono molto empatiche, ed è importante tenere presente questo aspetto quando siamo accanto a loro, avendo cura della scelta delle parole, del tono della voce con cui ci esprimiamo, delle emozioni che proviamo e che manifestiamo.

Il cuore è in grado di fare piccoli grandi miracoli. Se rimaniamo sintonizzati al nostro cuore, attiviamo un meraviglioso campo elettromagnetico dotato di un’energia talmente potente da riuscire a penetrare tutte le cellule del nostro corpo, fino ad arrivare a quelle del nostro cervello. Questa vera e propria onda di energia, una volta estesa a tutto il corpo e diffusa fino a una distanza di pochi metri da esso, consente di trasferire alle persone che ci circondano l’informazione energetica custodita nel nostro cuore e sprigionata da esso. É proprio questo il motivo per il quale è così importante avere dentro di noi la pace durante l’accompagnamento della persona a noi cara: solo così saremo in grado di trasmetterla al morente, nella consapevolezza.

La vita è il viaggio che ciascuno compie intrecciando il proprio con quello degli altri che incontra, diventando artefice di una parte della loro vita, perché siamo parte di un tutto, gocce di uno stesso mare, porzioni di uno stesso cielo, frammenti di una stessa grande entità. Se portiamo con noi la nostra energia d’amore, ci sintonizziamo con l’energia dell’amore universale di cui tutti custodiamo una parte, inesauribile oltre il corpo fisico, infinita oltre gli spazi e il tempo, nella consapevolezza che nulla finisce, ma solo si trasforma.

 


Roberta Zampieri ha frequentato il corso di autoformazione in Psicosintesi presso il centro di Venezia e appassionandosi ha proseguita gli studi alla scuola di conduzione per psicosintetisti presso il centro di Firenze divenendo al termine conduttrice e counselor di gruppo.
Successivamente ha intrapreso il corso ECEL (Empathic Care of the End of Life) presso l’Università Popolare in Corde Scientia di Torino per l’accompagnamento empatico del fine vita e del lutto.