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Poetry Therapy Italia

30 marelli 

La forza e il coraggio che l’autrice denuncia sin dall’inizio del libro con le parole “questo è un libro disordinato”, ci conducono subito nel mezzo di quel caos dal quale può nascere una stella. Solo se ci siamo lasciati pervadere dal disordine scopriremo un ordine più interno e misterioso, solo un’accettazione coraggiosa “di sapere di non sapere” ci aprirà alla meraviglia e alla infinita sperimentazione in un inesorabile avvicinamento al mondo animale e vegetale.

Sempre la sua vocina che parla, una miriade di voci? Una sola? Di chi? Da chi? A chi?
Ha mappe d’ogni genere per ognuno e per tutti, ma soprattutto in questo libro sono gli animali che zampettano tra le righe, che scodinzolano tra una A e una G, che si arrampicano sulle L, che scendono negli abissi delle F, nuotando sempre contro corrente, come i veri umani dovrebbero imparare a fare. La corrente trascina solo i pesci morti e qui non ce ne sono, qui si impara l’arte delle radici, la fiducia del grano, la leggerezza del pachiderma.

05 candianiSempre più attenta di stare in Questo immenso non sapere, titolo di questo ultimo suo libro “disordinato”, come lei dice , "perché ogni disordine ha un suo ordine interno e misterioso” ed è solo la gentilezza amorosa la cura per il cuore ferito e rotto, per i suoi pezzi e per farlo ritornare intero.

Anche se io – e la mia Tita (Tita su una gamba sola, libro di Patrizia Gioia, NdR) – sentiamo più nostre queste parole: soltanto un cuore spezzato è un cuore intero.

Ma forse diciamo la stessa cosa attraverso due finestre diverse.
E grazie a te, vedo quel che dalla mia non vedo. Ed è proprio così che ci spogliamo: in alcuni momenti noi stessi riusciamo a toglierci gli abiti inutili, in altri momenti sono le piccole mani degli alberi, la zampetta di un uccello, le piccola corna di un cervo che ci liberano dell’inutile peso.
Aprirsi alla meraviglia e non dare più nome a quel che fino ad oggi abbiamo nominato. Come chiamerei quella cosa verde e alta, piena di svolazzanti altre cose, dove il profumo si mischia alla nebbia?... e la nebbia come la chiamerei? Che bel gioco da giocare insieme!

Sperimentare nuovamente e liberamente “in un inesorabile avvicinamento al mondo animale e vegetale”. Anche l’esperienza lasciarla indietro, e seguire “il filo illogico dello stare al mondo”. 

 

L’upupa: Quando ti senti vuoto apri il tuo cuore lascia che il vento lo spiazzi.
“Cambio forma. Ci vuole tempo, ed erosioni minime e costanti”.
Per scoprire che cosa? 
“Un sogno inconfessabile che ho è che al mio funerale vengano un sacco di animali, che gli umani restino a bocca aperta, spinti di qua e di là da un bel gruppetto folto di animali. Credo che sia perché sono loro la mia famiglia. Mi hanno parlato senza parole quando ero piccola e sola, mi hanno toccato. Quindi sarebbe un po’ come dire: “Eccomi, torno a casa. Torno da voi”.

 

Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano, di Chandra Candiani, Einaudi, 2021

 


 

azzurra d agostinoPatrizia Gioia, designer e poetessa, cofondatrice di Mille Gru (2006), è responsabile del settore arte e cultura di Fondazione Arbor, che ha avuto come primo presidente Raimon Panikkar. Opera per diffondere il dialogo inter/intra culturale e religioso, organizzando giornate di lavoro e incontro con studiosi di fama mondiale. Membro di ARPA ( Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica ) scrive libri di poesia e articoli per riviste e giornali web, rivitalizzando il pensiero mistico simbolico al crocevia tra oriente e occidente. Nel 2000 fonda SpazioStudio13 a Milano, luogo di incontro e confronto.
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