
Lo specchio del silenzio, la silloge poetica composta da Zaz (14 anni) che qui proponiamo, è la sua raccolta di debutto.
Zaz è “cresciuta tra colori, musica e silenzi che parlano più delle parole. La poesia è arrivata nella mia vita quasi per caso, ma è diventata il mio modo di esplorare ciò che sento: le emozioni forti, le domande che non so spiegare, le cose che fanno crescere.”
Come si sente uno stolto a dedicare
poesie a una che non lo noterà mai?
– Brutti poeti con tanti difetti
Io contro io
Respiro interrotto
Il mio petto è un tamburo
che suona a vuoto,
l’aria gioca a nascondino
tra gola e polmoni.
Non è paura,
è l’attesa
di un fiato buono
che non arriva.
L’asma mi sfiora,
mi stringe,
mi divora,
e poi sparisce.
Ma resta,
in agguato,
come un’ombra leggera
che pesa.
Poi
quando smetto di respirare,
ho paura.
L’ansia mi perseguita,
i pensieri si infittiscono.
lì arriva il mio limite
il cibo mi capisce,
mi cura.
Mi sfogo,
come se fosse un amico.
Ma forse è più un nemico:
dolce,
fondente,
non mi fa piu pensare,
alle cose brutte.
Molte volte vedo le altre:
belle,
alte,
magre.
Mi guardo allo specchio
e capisco
che posso essere bella
dentro,
ma fuori sono:
brutta,
bassa,
grassa.
E mi resta solo lui,
come amico.
Gli altri mi abbandonano,
e io mi abbandono, ai dolci.
Menti
tu menti
menti
menti
menti
menti a te stessa
ti crei un tuo mondo
dove crei persone
e quando ne incontri altre
immagini storie con loro
quando in realtà
non ti calcolano.
Menti
menti alla tua mente
e stai male
ti inventi un nuovo mondo
dove stai bene
ma male
perché sai che nessun estraneo ti vorrà
neanche i parenti ti parlano.
Menti
menti
perché menti?
Vuoi essere al centro dell’attenzione?
Vuoi creare un’altra te?
Meno pigra?
Più altruista?
Più tutto?
Quando dentro sei vuota
vuota e puoi riempirti solo con menzogne
degli altri
ma soprattutto di te stessa.
Perché tu
menti
menti…
Ma cos’è la menzogna?
uno specchio che si appanna per non farmi vedere chi sono davvero?
Ma forse dietro la nebbia,
dietro il silenzio che fa rumore,
rimango io,
a cercare un respiro che sia solo mio.
Silenzio
Hai mai ascoltato il silenzio?
Quello che riempie le stanze
quando il cuore tace
ma dentro fa rumore.
Cammini leggera
tra sogni che tremano,
porti domande
come fiori chiusi.
Ogni sguardo che lanci
è una finestra socchiusa,
ogni parola che eviti
è un cielo che trattiene la pioggia.
Eppure sei luce,
anche quando non brilli.
Un mistero dolce
che non chiede di essere svelato,
solo vissuto.
Scintille di Pace
Pace è una ragazza
dai capelli spettinati
e un vestito leggero.
Corre tra le macerie
come se fossero arcobaleno.
Con un mazzo di fiori
va incontro alla Guerra,
che la guarda dall’alto,
fatta di fumo e acciaio.
Pace sorride
e allunga la mano.
La Guerra vacilla,
non per paura,
ma per tenerezza.
E quando tocca i fiori,
si sfalda.
Diventa polvere.
Silenzio.
Pace non festeggia,
non urla.
Si siede
e pianta amore.
Lilith
Lilith non chiede scusa,
prima della costola,
prima del sonno di Adamo
c’era lei,
nuda come la verità,
libera come il vento nel deserto.
Non si è mai piegata,
non ha mai sussurrato «Obbedisco».
Ha guardato Dio negli occhi
e ha detto:
«Non sarò meno di nessuno».
Scacciata, sì,
ma non spezzata.
Ha fatto del buio il suo regno,
della solitudine la sua corona,
del suo nome un sussurro
che ancora fa tremare i dogmi.
Dicono che porti tempesta,
che sia madre di demoni.
Ma forse è solo
la prima donna
che ha detto «No».
La morte
Cammina piano, senza far rumore,
non veste nero, ma odora di fiore.
Sfiora le cose senza toccarle,
chiude gli occhi solo per farle
vedere altrove, in un tempo diverso,
dove il dolore diventa disperso.
Non è fine, ma trasformazione,
una pausa lieve nell’emozione.
Un soffio d’ombra, un ultimo abbraccio,
che scioglie il nodo, che spezza il laccio.
E in quel silenzio che sembra addio,
forse c’è pace,
forse è un loop
di tutti gli sbagli fatti
appesi a un filo.
La vita
La vita è un filo che danza nel vento,
un grido, un sussurro, un battito lento.
È luce che nasce tra pioggia e dolore,
una rosa che sboccia anche senza calore.
È inciampo, è corsa, è respiro spezzato,
è tutto ciò che non hai mai aspettato.
È mani che stringono, occhi che brillano,
è sogni che tremano ma non vacillano.
È caos e incanto, tempesta e quiete,
un mare che cambia, ma mai si arresta.
E mentre la vivi, senza sapere,
la vita ti insegna a cadere… e a fiorire.
Lo Specchio del Silenzio
È una stanza che non ha pareti,
un passo che non cerca l'eco altrui,
dove i pensieri,
solitamente segreti,
si svestono dei giorni più bui.
Non è un vuoto che scava nel petto,
ma un lago calmo,
senza un'increspatura,
dove il tempo si siede
perfetto,
e perdiamo finalmente la paura.
In quel silenzio
che pare un assedio,
si scopre un canto senza parole,
non è abbandono,
non è un rimedio,
è solo il modo in cui brilla il sole.
Fragile
Mi sento vuota,
vuota come un foglio
che non colorerà nessuno
rovinato
sporco
con cattivo odore.
Ma mi sento piena
la mia testa pensa a tutto quello che non dovrebbe pensare
al posto della scuola
pensa a “casa”
dove urla e casini
sono all’ordine del giorno.
Mi sento male
la gola pizzica
gli occhi bruciano
le mani si muovono inconsapevolmente.
Mi sento vuota
prima mi riempivo con le arti
ora non riesco più a fare nulla
mi sento piena di pensieri
male di corpo
vuota mentalmente.
Perché non sono come tutti gli altri…
Perché mi sento vuota, piena contemporaneamente?
Perché non riesco a fare più niente?
Perché non mi sento capita?
Perché non mi fido più nessuno?
Il cibo non mi soddisfa più
l’arte non la comprendo più
alle storie non credo più
mi sento ancora più giù
come se il mio corpo ha toccato l’abisso
e non riesce più a risalire.
C’è qualcuno che può aiutarmi
ma a questo quesito mi rispondono
devi farlo tu…
anche se non ce la faccio più.
La sentinella di china
Sboccia silente tra i confini del foglio,
un groviglio di ombre e petali scuri,
non cerca luce,
non chiede rugiada,
ma fissa il vuoto oltre i muri.
Al centro del calice, un segreto svelato:
un’iride attenta,
un riflesso profondo,
che inverte le parti del gioco consueto
e guarda chi guarda,
scrutando il suo mondo.
Non è solo un fiore,
ma un varco aperto,
una palpebra tesa che non vuole dormire;
in cerca di un sogno che resti infinito,
o di un fiore appassito.
Poesia
C’è un patto muto tra chi siede in tondo,
un confine tracciato senza gesso
dove il rumore del mondo fuori
si arrende, e chiede il permesso.
Si estraggono dai fogli o dai telefoni
parole che hanno ancora il batticuore,
piccole prede salvate dal naufragio,
offerte in pasto a chi le sa ascoltare.
In questo gruppo non si cerca il "giusto",
non si misura il verso col righello;
si cerca quel momento, quel sussulto,
in cui il mio dolore si specchia nel tuo bello.
Perché scrivere è un atto solitario,
ma leggersi è un coraggio collettivo:
è dirsi, tra un silenzio e un commento,
che in questa stanza ognuno è un po’ più vivo.
Spille
Siamo tre anime di latta
e di colore,
agganciate al destino di una borsa,
testimoni di ogni tuo rumore,
tra il traffico del mondo
e la tua andatura.
Kiss Me, rosso e sfrontato,
un battito di plastica che invoca amore.
Dico quello che il tuo labbro
ha solo pensato,
sono invito dolce, piccolo splendore
che brilla per chiunque ti passi accanto,
promettendo un bacio o forse solo un incanto.
Io sono il Mito,
volto del terrore e del dolore,
coi capelli di serpe e urlo congelato.
Trasformo in pietra chi guarda con livore,
proteggo il tuo spazio,
lato privato.
Sono la forza antica che non si vuol piegare,
la rabbia che si fa arte
per potersi salvare.
Presa a Firenze
che viaggio ho fatto
ma non dimenticherò mai come mi hai guardato.
Con amore,
quello che mi hai dato.
Occhio azzurro e attento,
che vigila sul male, sull'invidia e sul vento.
Spio tra le pieghe della pelle e della strada,
perché la sfortuna, ovunque vada,
trovi il mio sguardo e non la tua persona:
io sono lo scudo che mai ti abbandona.
Siamo un trio bizzarro, strette sulla pelle bruna,
tre modi diversi di sfidare la fortuna.
Amore, Difesa e Vigilanza:
un piccolo universo
in lontananza.
Consapevolezza
È vero
forse non sono così diversa dalle altre
drogate di telefono
pazze
egoiste
viziate.
Forse prima di parlare non penso
togliamo il forse
forse se devo dire qualcosa la dico
senza pensare chi ce davanti
piccoli
adulti
forze superiori.
Forse sono troppo vera
intrappolata in due mondi paralleli
uno reale
e uno finto
il mondo che vorrei
con persone che vorrei
persone create da me
con pezzi del mio carattere.
È vero
in certe cose sono come le altre
piena di vizi
il cibo
il telefono
sono immersa in vite che non esistono
ma che sento mie.
Forse e solo pazzia
pazzia a 14 anni
forse penso troppo
forse penso troppo poco
forse non sono brava
forse…
Troppi forse
la verità e che neanche io so chi sono
mi arrabbio per troppo poco
mi entusiasmo per una cosa minima
divento triste per una leggerezza.
Forse sono solo Azzurra
che si crea e altererei, perché non si accetta.
L’occhio
L’occhio vede tutto
e niente
è lo spettro
e la mente
della nostra anima
ormai in rovina
con al suo interno tanta invidia
è il letto della nostra morte
e ci accompagna
fino all’ultima notte.
Vede tutto
e niente
come la serpe
che striscia muta
tra le nostre paure
credute perdute.
Ragnatela d’agrumi
Ragnatela d’agrumi
nei giorni più bui,
dove il sole si spegne tra le bucce,
e il succo amaro del tempo
cola lento,
si tendono fili invisibili di attese.
Intrappolando sogni acerbi,
spremuti in silenzi,
mentre la luce si infrange
tra spicchi irregolari di pensieri.
Al centro,
un cuore vuoto,
pieno solo di ombre e segreti,
che nessuno assapora davvero,
ma tutti stringono tra le dita.
Medusa di Caravaggio
Ti prego
seppeliscimi viva
mentre cerco la medusa
non per violenza
ma per fuga.
Voglio farmi scudo del suo riflesso,
diventare pietra nel cerchio di quel grido,
dove il sangue non scorre, ma è dipinto,
e il tempo si ferma, sconfitto e vinto.
Che i serpenti siano le mie uniche catene,
per non sentire il peso delle umane vene.
Nascondimi in quella tela di terrore,
dove l'orrore è arte, e non fa più dolore.
Cercami nel buio, dietro quel lampo di luce,
dove il mostro è vittima e la mano conduce.
Lasciami lì, nel riflesso di quel metallo,
viva nel marmo, libera dal mio fallo.
Urlo di Munch
Cammino su un ponte che non ha fine,
sotto un cielo che cola sangue e arancio,
mentre il mondo si piega in curve assassine
e io perdo l'equilibrio, in un solo slancio.
Non è un grido che esce, ma uno che entra,
una vibrazione che scuote la terra e il mare,
l'ansia è questo vortice che mi concentra
in un punto dove non posso più respirare.
Le mani sulle orecchie per non sentire
il rumore del vuoto che mi vuole inghiottire,
mentre gli altri passano, ombre distanti,
nel silenzio che urla tra i miei istanti.
A Kkai
Siamo il silenzio che non mette paura,
la parte di me che resta sempre sicura.
Tu mi capisci senza che io debba dire,
tra mille persone, l’unica che sa restare.
Senza filtri, senza maschere o scuse,
le nostre anime restano sempre schiuse.
In questo disordine che chiamiamo vita,
tu sei la spalla, la strada, l’uscita.
Non servono sguardi per sentirsi capite,
siamo ferite aperte che si sono cucite.
Tu ascolti il mio buio e lo rendi leggero,
l'unico posto dove il mondo è vero.
Abisso
Piango
senza un vero motivo
solo lacrime
anche sotto la giornata più felice
piango
Solitudine?
Ho amiche…
Amiche?
O forse vorrei solo annegare
Nei miei pensieri
e non uscire più
ma è già così.
Annegò per periodi
ore
paranoie
voci che gridano
«Non sei come le altre»
voci che sussurrano
«Sei tu sbagliata»
voci che parlano
«Sei sola e rimarrai sola»
sempre per sempre
nessuno ti sceglie per prima
nessuno ti chiede come stai
sei invisibile
come la malattia
la voglia di mangiare tutto
la voglia di prendere un coltello e tagliare il grasso
la voglia di zittire queste voci
la voglia di essere qualcuno
la voglia di vedermi negli schemi
il successo
voglio guardare oltre quel vetro,
trovare una strada che sia solo mia.
uscire dall'ombra,
fare rumore,
dimostrare a me stessa che posso bastare.
Mi chiamo Azzurra Siino, in arte Zaz, ho 14 anni e frequento il Liceo Artistico Statale “Lucio Fontana” di Arese (MI). Sono cresciuta tra colori, musica e silenzi che parlano più delle parole. La poesia è arrivata nella mia vita quasi per caso, ma è diventata il mio modo di esplorare ciò che sento: le emozioni forti, le domande che non so spiegare, le cose che fanno crescere. Ho una sorella speciale che mi ha insegnato la sensibilità, quella vera, quella che ti fa vedere il mondo in profondità anche quando il mondo non ti guarda allo stesso modo. Scrivo, disegno, ascolto: tutto ciò che mi permette di trasformare quello che vivo in qualcosa che resta.

