Poetry Therapy Italia

21 POESIE Soffio 6 2023

Controllo, la silloge poetica che qui proponiamo, composta da Theo (18 anni) dai 15 ai 18 anni, è la sua raccolta di debutto. Per Theo “la poesia è la mia salvezza, un tramite per raccontare e identificare ciò che c'è nella mia testa.”

 

Sabbia bollente

un odore inconfondibile,
quell'odore di pigna, che non sentirò mai più
e che ora resta solo in quei cassetti

sei come sabbia, sabbia bollente
mi scivoli tra le dita
bruci e lasci segni

i giorni passano e ho ancora quegli occhiali
su cui nascondo le lacrime
sperando tu possa vederle

ma di te mi rimane il nulla,
solo una manciata di granelli
sottili e fastidiosi

dimenticare la tua pelle olivastra,
quei corridoi tristi,
senza uscite ne sguardi

abbiamo finito per trattarci da sconosciuti
con ferite senza margine,
che dentro ardono,
e indovina un po'
siamo rimasti entrambi scottati

 

Controllo

oddio che cosa farò oggi?
come parlerò a queste persone?
devo farmi notare, essere giustə,
gentile, simpaticə, un buon amicə, devo piacere
D e v o   P i a c e r e

ma perché?
perché devo farlo?
cosa mi spinge ad agire così
e mi convinco che per essere accettatə,
devo mostrare ciò che si aspettano,
non devo sbagliare
e io non voglio rimanere solə

ho bisogno di voci,
di rumore, di distrazioni,
non voglio pensare a cosa farò dopo,
devo riempirmi, devo sentirmi bene
almeno per cinque minuti

ma quando i minuti finiscono,
cosa resta?
devo avere il controllo

non ci avevo mai pensato troppo
avevo sempre ignorato questo dettaglio
e se alla fine si accorgessero
che non sono la persona che ho costruito?

eppure non mi accorgo
che mi sto facendo più male che bene
ma nella mia testa mi rimbomba il pensiero:

"ma no, non pensare
non ti meriti di essere felice
se non sei perfettə"

 

Fisso

Qui dentro c’è di tutto

un mucchio di post-it sparsi,
fogli a terra,
sapone e bicarbonato.

Li metto su uno scaffale
tra le cose che
“prima o poi ci penso”.

Carico lentamente,
in qualità 144p.

È che mi piace gustarmi le situazioni.

Tipo quando succede qualcosa di enorme
e io resto lì
a fissare il soffitto
come se avesse tutte
le risposte.

Spoiler:
non le ha.

Però è comodo. molto comodo
“Oh guarda un millepiedi.”
Il soffitto non chiede niente.
Non ti guarda come per dire
“e tu?”

Fisso.
Infisso.
Confisso.
Affisso.
Contraffisso.

Faccio casino con le parole,
ma dentro
le sistemo in ordine alfabetico
una ad una
per non farle scappare.

E sì…
potrebbero.

 

Svista

Occhi
specchio e anima,
sguardi intensi,
frasi già dette.

Ma che succede se
non stanno fermi?

Se uno dei due
decide
di spostarsi da solo,

verso l’interno
l’esterno

lo chiamano difetto
Io lo trovo
ipnotico.

Ti insegnano a correggerlo
a tenerlo fermo,
a riportarlo, a tirarlo
dove dovrebbe stare

ma è mai passato per la testa
a quelli
che forse non vuole vedere
ma sentire.

Si dice che nel sonno
gli occhi
vadano dove vogliono

senza regole
senza forma

forse
chi li ha così
anche da sveglio

vive lì

a metà
tra sogno
e realtà.

 

Nota sul diventare adulti

E si cresce

succede così
vai al bar con gli amici e qualcuno dice “prendo le sigarette”
e per un secondo ti fermi, ti blocchi
ti chiedi se puoi davvero
poi capisci che la domanda è già sbagliata.

Non sei più sotto
il “non puoi”.

Ironico.
E allora ti torna in testa tutto il contrario
perché mi sono preparato a essere bloccato?

A dover aspettare ancora
Invece no.

È tutto aperto
troppo aperto.

La crescita è un cortocircuito.

Il desiderio di correre avanti
e allo stesso tempo non sapere dove stai mettendo i piedi

la sensazione di poter fare tutto
e il terrore silenzioso di cadere da qualche parte senza accorgertene
e il cervello parte.

Tatuaggi immaginati,
notti fuori,
strade che non conosci ancora
e allo stesso tempo parole pesanti
futuro
responsabilità

come se tutto esistesse già
anche se non hai ancora iniziato davvero

e la cosa strana è questa

mentre cerchi di capire cosa sta succedendo
ti accorgi che sei già cambiato

senza averlo deciso
senza averlo scritto
senza aver detto sì.

E resta sotto la pelle.

Quella sensazione precisa

che crescere non è diventare qualcuno.

È accorgersi, un attimo dopo
che lo sei già.

E dire "cazzo ho 18 anni".

 


Theo, 18 anni, natə a Perugia, la mia casa. Mi accompagnano l’amore per i fumetti, le serie tv sul crimine e le piccole stranezze che mi incuriosiscono. Cerco di dare un senso a ciò che provo, a non pormi limiti e prendere un po' più di coraggio ogni giorno che passa. La poesia, la mia salvezza, un tramite per raccontare e identificare ciò che c'è nella mia testa.