
Controllo, la silloge poetica che qui proponiamo, composta da Theo (18 anni) dai 15 ai 18 anni, è la sua raccolta di debutto. Per Theo “la poesia è la mia salvezza, un tramite per raccontare e identificare ciò che c'è nella mia testa.”
Sabbia bollente
un odore inconfondibile,
quell'odore di pigna, che non sentirò mai più
e che ora resta solo in quei cassetti
sei come sabbia, sabbia bollente
mi scivoli tra le dita
bruci e lasci segni
i giorni passano e ho ancora quegli occhiali
su cui nascondo le lacrime
sperando tu possa vederle
ma di te mi rimane il nulla,
solo una manciata di granelli
sottili e fastidiosi
dimenticare la tua pelle olivastra,
quei corridoi tristi,
senza uscite ne sguardi
abbiamo finito per trattarci da sconosciuti
con ferite senza margine,
che dentro ardono,
e indovina un po'
siamo rimasti entrambi scottati
Controllo
oddio che cosa farò oggi?
come parlerò a queste persone?
devo farmi notare, essere giustə,
gentile, simpaticə, un buon amicə, devo piacere
D e v o P i a c e r e
ma perché?
perché devo farlo?
cosa mi spinge ad agire così
e mi convinco che per essere accettatə,
devo mostrare ciò che si aspettano,
non devo sbagliare
e io non voglio rimanere solə
ho bisogno di voci,
di rumore, di distrazioni,
non voglio pensare a cosa farò dopo,
devo riempirmi, devo sentirmi bene
almeno per cinque minuti
ma quando i minuti finiscono,
cosa resta?
devo avere il controllo
non ci avevo mai pensato troppo
avevo sempre ignorato questo dettaglio
e se alla fine si accorgessero
che non sono la persona che ho costruito?
eppure non mi accorgo
che mi sto facendo più male che bene
ma nella mia testa mi rimbomba il pensiero:
"ma no, non pensare
non ti meriti di essere felice
se non sei perfettə"
Fisso
Qui dentro c’è di tutto
un mucchio di post-it sparsi,
fogli a terra,
sapone e bicarbonato.
Li metto su uno scaffale
tra le cose che
“prima o poi ci penso”.
Carico lentamente,
in qualità 144p.
È che mi piace gustarmi le situazioni.
Tipo quando succede qualcosa di enorme
e io resto lì
a fissare il soffitto
come se avesse tutte
le risposte.
Spoiler:
non le ha.
Però è comodo. molto comodo
“Oh guarda un millepiedi.”
Il soffitto non chiede niente.
Non ti guarda come per dire
“e tu?”
Fisso.
Infisso.
Confisso.
Affisso.
Contraffisso.
Faccio casino con le parole,
ma dentro
le sistemo in ordine alfabetico
una ad una
per non farle scappare.
E sì…
potrebbero.
Svista
Occhi
specchio e anima,
sguardi intensi,
frasi già dette.
Ma che succede se
non stanno fermi?
Se uno dei due
decide
di spostarsi da solo,
verso l’interno
l’esterno
lo chiamano difetto
Io lo trovo
ipnotico.
Ti insegnano a correggerlo
a tenerlo fermo,
a riportarlo, a tirarlo
dove dovrebbe stare
ma è mai passato per la testa
a quelli
che forse non vuole vedere
ma sentire.
Si dice che nel sonno
gli occhi
vadano dove vogliono
senza regole
senza forma
forse
chi li ha così
anche da sveglio
vive lì
a metà
tra sogno
e realtà.
Nota sul diventare adulti
E si cresce
succede così
vai al bar con gli amici e qualcuno dice “prendo le sigarette”
e per un secondo ti fermi, ti blocchi
ti chiedi se puoi davvero
poi capisci che la domanda è già sbagliata.
Non sei più sotto
il “non puoi”.
Ironico.
E allora ti torna in testa tutto il contrario
perché mi sono preparato a essere bloccato?
A dover aspettare ancora
Invece no.
È tutto aperto
troppo aperto.
La crescita è un cortocircuito.
Il desiderio di correre avanti
e allo stesso tempo non sapere dove stai mettendo i piedi
la sensazione di poter fare tutto
e il terrore silenzioso di cadere da qualche parte senza accorgertene
e il cervello parte.
Tatuaggi immaginati,
notti fuori,
strade che non conosci ancora
e allo stesso tempo parole pesanti
futuro
responsabilità
come se tutto esistesse già
anche se non hai ancora iniziato davvero
e la cosa strana è questa
mentre cerchi di capire cosa sta succedendo
ti accorgi che sei già cambiato
senza averlo deciso
senza averlo scritto
senza aver detto sì.
E resta sotto la pelle.
Quella sensazione precisa
che crescere non è diventare qualcuno.
È accorgersi, un attimo dopo
che lo sei già.
E dire "cazzo ho 18 anni".
Theo, 18 anni, natə a Perugia, la mia casa. Mi accompagnano l’amore per i fumetti, le serie tv sul crimine e le piccole stranezze che mi incuriosiscono. Cerco di dare un senso a ciò che provo, a non pormi limiti e prendere un po' più di coraggio ogni giorno che passa. La poesia, la mia salvezza, un tramite per raccontare e identificare ciò che c'è nella mia testa.

