Poetry Therapy Italia

09 TEORIE Landscape 1 2026

 

Questo testo, introduzione al volume che raccoglie i contributi di relatori e relatrici che hanno partecipato alla seconda edizione del Festival Internazionale di Poesiaterapia, sintetizza le proposte delle diverse relazioni, legate dal tema-guida della poesiaterapia attraverso le età evolutive.

Tyger Tyger, burning bright,
In the forests of the night;
What immortal hand or eye,
Could frame thy fearful symmetry?

– William Blake

Chi ha partecipato alla seconda edizione del Convegno Internazionale di Poesiaterapia non potrà cancellare il ricordo della tigre proposta da Gary Glazner attraverso i versi di William Blake. Un’energia molto viva ha pervaso la platea quando egli ha proposto prima un filmato e poi una attivazione, semplice ma potente, che ha coinvolto i presenti.

Tyger! Tyger!

Abbiamo sentito stringere il cuore per lo scintillare degli occhi di smeraldo di questo felino che prima ha ravvivato gli occhi dell’anziana signora del filmato e poi ha brillato dentro ciascuno di noi, anche solo in un angolo del nostro essere, magari nascosto ed anche poco frequentato da noi stessi.
Ma la tigre esiste e la poesia ha il compito di favorire questo processo di emersione dal profondo, diventando graffiante quando la sensibilità poetica bacia sulla bocca gli eletti, noti e celebrati ma anche sconosciuti e invisibili, che fanno del verso poetico una vera arte. Ma la poesia e la parola poetica non sono affare di pochi, fenomeno di nicchia. Di poesia è pervasa l’esperienza umana, da sempre e per sempre. Quindi la poesia è una dimensione esperienziale e potremmo dire esistenziale per ciascun essere umano, dalla tenera infanzia fino al termine della vita, come lo stesso Glazner e molti altri relatori intervenuti nei vari eventi di questo secondo Festival Internazionale di Poesiaterapia ci hanno testimoniato e come tutti i partecipanti hanno potuto toccare con le dita del cuore e con i muscoli della mente.

Tigre! Tigre! Divampante fulgore

Questo volume rappresenta il tentativo di trattenere i contenuti ma anche le atmosfere dei diversi momenti che hanno reso questa edizione ricca e poliedrica. Non commetterò l’errore, in sede di premessa, di cercare di riassumere interventi, proposte, suggestioni, emozioni. Sarebbe un tentativo parziale e comunque soggettivo.
Mi permetto invece di condividere una riflessione aperta su cosa possa significare organizzare una kermesse come questa oggi, in un tempo carico di nubi pesanti e plumbee ma bisognoso e profetico di squarci azzurri e luminosi, ravvivati proprio dal sole caldo della poesia.
Per il gruppo di Mille Gru APS e PoesiaPresente - scuola di poesia è sicuramente il desiderio di affermare un modo di concepire e di vivere la dimensione poetica.

Ritrovarsi per giorni nel confronto, nell’ascolto e nelle proposte aveva l’intenzione di dichiarare la dimensione energeticamente vivificante di un approccio poetico alla vita, alleggerito dagli orpelli esclusivamente estetici e invece rinforzato sulle basi solide di una scelta etica. Solo così la poesia e la parola poetica possono diventare pratica del prendersi cura e strumenti per sostenere il benessere delle persone. Sia nei passaggi evolutivi ordinari, sia nelle vicende nelle quali malattia, sofferenza e dolore sembrano togliere fiato, tagliare le gambe, togliere speranza se non addirittura l’essenza umana. In questo la pratica poetica, se accompagnata da un approccio rigoroso, può essere strumento di cura. Una cura amorevole e pienamente umanizzante.
Naturalmente una serie di eventi, di tavole rotonde e un convegno sono anche un palco dove si raccontano proposte, studi, osservazioni, creazioni. Ma nell’intenzione (e, a questo punto, anche ex-post) di chi ha organizzato nessuna indulgenza ad una spettacolarizzazione, nessuna intenzione di protagonismo autoreferenziale. È stato un Festival dell’incontro. Il che presuppone sempre circolarità e pluri-direzionalità dei flussi. Questa è la cifra dell’approccio di Mille Gru/PoesiaPresente. In tutte le attività e in tutte le declinazioni delle proposte che animano la nostra Associazione.

Da anni stiamo cercando di dare alle nostre pratiche di poesiaterapia un rigore e una validazione. E per questo continuiamo a cercare il confronto con il mondo scientifico e con gli ambiti della cura tradizionale e istituzionale. La Poesia non è uno strumento che si possa paragonare a quelli dell’approccio allopatico. La Poesia però non è per questo evanescente nelle conseguenze che innesca. Il confronto con il mondo scientifico serve a porre in evidenza come la parola sia effettivamente potente ed efficace, se ben utilizzata e se ricondotta alla dimensione dialogica che non può prescindere dall’ascolto. Ascolto tra poetaterapeuta e persone di cui egli si prende cura, ascolto tra le persone che partecipano ad un gruppo, ascolto interno che ognuno deve a se stesso.
E di ascolto attento, riflessivo ma anche creativo, se ne è percepito tanto, durante gli eventi, le tavole rotonde, il convegno e i laboratori.
La lettura di questo volume potrà far riecheggiare in chi ha partecipato la ricchezza respirata in quei giorni e a chi non vi avesse preso parte darà la possibilità di assaggiare un po’ dei contenuti e del clima.
I contributi raccolti in questo volume hanno il compito di lasciare una traccia duratura e sono anche il riepilogo di una esperienza così articolata e complessa. Per questo è bene esercitare quel tonico dell’anima che è la gratitudine.

Gratitudine istituzionale a chi ha sostenuto e finanziato il Festival e a chi lo ha patrocinato. Quindi esplicitamente la Fondazione Cariplo e la Fondazione della Comunità Monza e Brianza, e la ASST Brianza, quest’ultima anche per aver ospitato presso il Presidio Ospedaliero di Vimercate il Convegno. E ancora l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza, la Fondazione Pasquinelli, BrianzaBiblioteche, Rete TikiTaka, La Meridiana/Il Paese Ritrovato, Spazio Heart, C.A.Do.M e le librerie Virginia & Co. e La Ghiringhella.

Ma questa occasione così preziosa nel panorama italiano e internazionale non sarebbe stata possibile senza l’impegno infaticabile dei membri di Mille Gru e PoesiaPresente e anche della redazione di Poetry Therapy Italia a cui va la gratitudine più sentita.
A questo punto non vi resta che procedere nella lettura dei contributi che seguono e che vi lasceranno di sicuro gli stimoli fecondi delle stille della rugiada della poesia, dal momento che:

Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

Non si nasce senza passare attraverso, non si cresce senza passare attraverso. Si può comprendere tutta la bellezza del curare, il fiorire e lo sfiorire solo passando attraverso, solo se io attraverso e mi lascio attraversare. Ci sono ponti nuovi per le età di ogni essere umano che vive sotto l’arco della sofferenza e della malattia, ci sono opportunità di costruire arcate di benessere sotto il segno della cura consapevole e della Poesia. Ci sono persone che sanno ascoltare ogni oscillazione, persone che sanno quando e come dischiudersi e chiudersi, persone che sanno farsi riparo per chi vive esposto alla tempesta, persone che attraversano le crepe, si frantumano, eppure restano intere.
– Dome Bulfaro

 

Dome Bulfaro e Paolo Maria Manzalini (a cura di), Attraverso la poesiaterapia. Nuovi ponti per il benessere di ogni età, Mille Gru, 2026 

 


 

Paolo ManzaliniPaolo Maria Manzalini (Napoli 1963) medico, psicologo clinico, psicoterapeuta si occupa di cura e riabilitazione psichiatrica dal 1992, prima in contesti residenziali e da dieci anni in contesti territoriali. Attualmente Responsabile della Struttura Semplice dell’Area Territoriale Psichiatrica della ASST di Vimercate. Promotore con l’Equipe del CPS di Vimercate della rassegna Far Rumore – Azioni per la salute mentale. Da sempre attento alla parola come fondamento dell’incontro e della comunicazione tra gli umani, negli ultimi cinque anni ha ripreso ad approfondire l’espressione teatrale e ha preso parte alla edizione 2017-18 del Corso di TeatroPoesia condotto da Domenico Bulfaro presso il Teatro Binario 7 di Monza. Responsabile Comitato Scientifico di Lì sei vero – Festival Nazionale di Teatro e Disabilità.
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