
Il libro nasce dalla necessità di esplorare il valore salvifico e terapeutico della poesia e dell'arte in generale, valore che l'autrice, affetta da una forma di distrofia muscolare, sperimenta ogni giorno e che è ben racchiusa nella dichiarazione: “La scrittura mi permette di agire e di arrivare nel mondo”.
Cristina Ghislanzoni vive a Lecco dove è impegnata in ambito sociale ed artistico. È autrice della silloge poetica Voci di sole (1993) il cui compenso è stato devoluto totalmente a sostegno delle malattie genetiche rare e dei volumi La rondine ferita (1996) Benvenuto (2015), Letto e straletto (2019).
Tra le sue opere spicca la più recente, Le parole hanno un profumo segreto che si presenta come un racconto lungo, un delicato battito d’ali di farfalla.
La sua narrazione è costruita in maniera lineare e senza smagliature. Si presenta quasi come una casa che si apre su varie stanze, una casa che si affaccia sul lago di Lecco, una casa non di mattoni ma di poesia e musica. Prova ne è il titolo Le parole sono un profumo segreto che esprime la connessione tra le parole e le emozioni come a far comprendere che ogni parola racchiude in sé e diffonde una fragranza rara e nascosta.
Il racconto, scritto in prima persona, parte con la presentazione del protagonista: “Sono Mino un vulcano in pausa”. Cioè un vulcano quiescente che può avere un’attività sottostante; questa attività, che gli tiene compagnia e allo stesso tempo è la sua dannazione, riguarda le parole che annoda, condisce, compatta per farle diventare linguaggio formale e simbolico.
Il tempo della narrazione non è sospeso perché è il tempo dell’anno, con l’avvicendarsi delle stagioni che si susseguono come le stagioni della vita, e si fondono e si confondono le une con le altre. Ed è così che la vita di Mino viene sgranata a poco a poco attraverso le stagioni, e ogni stagione si riempie di una nota che la caratterizza: dai primi amori non ancora consapevoli a quelli più maturi, dalle amicizie alle esperienze più o meno scombinate, lungo alcuni decenni che partono dagli anni sessanta fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma la vita di Mino non è senza smagliature perché viene aggredita da “un ciclone” che lo travolge, lo devasta, sembra quasi togliergli il respiro.
L’uso di questa metafora permette all’autrice di dare corpo e visibilità all’evento traumatico vissuto dal protagonista. Mino riuscirà a continuare a respirare e il suo respiro sarà quello della poesia e della musica che gli permetteranno di entrare in età adulta riappacificato con la vita.
Le parole, scelte con attenzione, hanno il potere di prendersi cura delle ferite e risistemare la confusione emotiva in cui si sprofonda e in questo modo la Ghislanzoni non solo apre le porte alla speranza ma esplora l’ambito della scrittura terapeutica.
La trasposizione simbolica della propria vita nella vita di un protagonista maschile permette inoltre all’autrice una via d’accesso per riordinare prima, e rendere poi accessibili, comunicabili ed elaborabili le emozioni profonde, complesse e traumatiche che hanno fatto parte del suo vissuto
Il libro è stato editato da Officine Gutenberg, una Cooperativa Sociale piacentina impegnata nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, a cui l'autrice ha completamente devoluto i compensi delle vendite.
Cristina Ghislanzoni, Le parole hanno un profumo segreto, Edizioni Officine Gutenberg, 2025
Daniela Di Grillo vive a Monza, dove ha lavorato come funzionario in ambito pubblico, svolgendo una professione rivolta all’ascolto e all’aiuto. Da un lato il suo sguardo è rivolto al sociale e, dall'altro, all’arte, alla scrittura e alla bellezza. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo libro di poesie Lo sguardo del poeta. Il suo desiderio di conoscenza e scoperta l’ha portata a sperimentarsi in ambito teatrale, frequentando la scuola triennale dei Teatri Possibili di Monza, arricchendo il proprio percorso anche con corsi di dizione, lettura interpretativa e laboratori di approfondimento con Sabina Villa, Alessia Vicardi, Dome Bulfaro. Ha frequentato il corso triennale di scrittura creativa con Walter Pozzi, e un corso di pittura presso la Scuola Conte di Monza. È collezionista d’arte.

