Poetry Therapy Italia

19 POESIE Landscape 3 2026

 

Aderenze, la silloge poetica che qui proponiamo, è stata composta da Cristina Sala (29 anni) tra il 2023 e il 2026. Si tratta della sua seconda raccolta pubblicata. La sua prima silloge, intitolata Una parete della stanza, l’ha pubblicata nel libro collettivo Luci sparse (2023). Cristina “sperimenta la scrittura poetica dall’adolescenza come uno spazio libero in cui connettersi, ascoltarsi ed esprimere la propria autenticità.”

  

1.

Malinconicamente vivo il mio tram tram d’operaio
se getto l’occhio all’interno
vedo anima sudante trasformata in statue
marmoree cristallizzazioni di gesti
come argini invalicabili.

Impazientemente desidero l’arrivo di un’accetta
magica che scomponga in un sol
colpo il ristagno dei sogni
come il vento va con i miei capelli scomposti.

Il caldo sole suggerisce una fuga
ma non basta un lontano luogo selvaggio
e neppure un voluto entusiasmo
per ri- ria- rianimarmi.

Rianimarmi
rianimarmi sarà tremare e tremore
rianimarmi sarà abbandonare
ciò che tutto al sicuro sta
ad una  tenera
tenerissima
                        instabilità.

 

2.

Ho bevuto un caffè per te questa sera
per stare sveglia ad aspettarti
ma ho scoperto dove i gatti
vanno a morire
e che l’autunno è arrivato
bello e dannato.

Le canzoni dicono
che le foglie che erano verdi
tornano marroni
e l’albero?
Lo stesso, con una ruga in più.

C’è un mistero che cambia
ma che mistero rimane
e mi chiedo se riuscirò
a rompere il vecchio guscio
come le aragoste cuor di leone
che rischiano la sicurezza
per compiere inconsapevoli
se stesse.

L’inverno lascerà spazio alla primavera
i campi saranno di nuovo in fiore
e chissà,
magari passeggiando
vedrò un elefante volare.

 

3.

Gocce nel naso
un po’ su un po’ giù
come i miei piedi sul terreno
avanti vuoto aspetto appoggio
cammino

c’è un tappo grigio sopra la testa
ma qualcuno canta in coro
come a colorare una tela
dipinta di contrasti

mi fermo al fondo chiuso della via
c’è un rumore di fiume che corre
così inaspettato che lo sento forte

se non posso andare avanti tornerò indietro
il tempo di voltarmi
e un airone mi attraversa il cielo

aderisco ai chiaroscuri
il passato e il presente stridono
in una stonata malinconia

quegli aironi compagni di navigazioni
in quella casa su altre acque
amata e odiata
per volontà imposta, lasciata.

Ho quasi voglia di piangere
ma riconosco nell’ascolto della stonatura
una conquistata distanza

le mie lacrime scintillano
sulle gemme addormentate
degli alberi.

 

4.
Quando tornerò a respirare
la terra si farà sentire
sotto ai miei piedi

nessun profumo avrà più scampo
li prenderò tutti
e saprò distinguere
il dolce
dall’amaro

ci sarà rumore attorno
un fracasso, un boato
l’inizio di una musica
che deraglia

non tutti
lo sopporteranno

il centro del mio petto
farà male 
un dolore speciale
una contrazione di parto

e imparerò
che ciò che si rompe
lascia lo spazio
perché il cuore torni al battito.

Anche se rattoppato 
con un filo a punto croce
ora il respiro
ha la mia voce.

 

5.

Sssssh, ascolta.
È salato il blu
e scende
dentro al vuoto umido
come una nota
sottovoce
rimbomba ribolle
riemerge
e esce
leggero
come la i
sul volto di chi ride.

 

6.

Come si fa ad amarsi?

Si oscilla lentamente
a partire dai piedi
che toccano la terra.
Si ascolta
una voce interiore
sconosciuta alla lingua.
Si sta
in compagnia di tutto
quello che c’è
e che non c’è.
Si lascia
il timore di non avere importanza
fuori dalla porta
e si prova
a giocare:
anche gli agnelli possono ruggire.

 

7.

Bianchi
come gli anni sui miei capelli
guardo i cambiamenti
i cerchi concentrici
nel cuore degli alberi
le cicatrici vitali
che la pelle ricuce

non esiste albero
senza venature.

 

8.

La beccaccia ha piume di foglie
se resta a terra nessuno la vede
solo il fiuto del cane segue la scia.

Diventa sempre quello che vive
se vola è una fronda d’albero
se cammina diventa bosco.

Il becco è lungo
con tutto ciò che entra in lei
tiene una distanza che lentamente
si fa percorso.

È scaltra

sa come sfuggire al cacciatore
perché nella sua umiltà,
in realtà è una regina.

 

9.
Non baciarmi sulla bocca
baciami la fronte
premi i tuoi palmi
sui miei capelli
fa che i cocci rotti
ritornino raccolti.

Non baciarmi sulla bocca
baciami la fronte
come le madri
sui figli affebbrati
sono fate
senza paura della malattia.

Non baciarmi sulla bocca
baciami la fronte
con l’innocenza e la purezza
stampate a caldo
sulle labbra di chi
è ancora bambino.

Non baciarmi sulla bocca
baciami la fronte
come il seme s’appoggia
sulla vastità della terra
e nel silenzio del tepore
diventa germoglio.

 

10.

Ferma il cielo
al suo tramonto
lascialo lì
ad un millimetro
dalla cresta della montagna
lascialo lì
il sole
con quella luce
che puoi guardare in faccia
che trasforma il lago
in oro caldo
e i miei capelli bianchi
in arancio.

 

11.

L’acqua è ferma
solo se la ingabbi,
anima multiforme
è del mio corpo gran parte
e come ogni forza incatenata
le basta una crepa sottile
il foro di uno spillo,
come quando, ogni tanto, vacillo,
per insinuarsi nell’argine antico
amico o nemico
non l’ho ancora capito.


Cristina Sala. Laureata in Scienze dell’educazione nel 2019, ora in corso di laurea in Lettere moderne presso l’Università di Bergamo. Frequenta dal 2024 il corso per facilitatrice in poesiaterapia presso la Scuola di Monza PoesiaPresente. Sperimenta la scrittura poetica dall’adolescenza come uno spazio libero in cui connettersi, ascoltarsi ed esprimere la propria autenticità.