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Poetry Therapy Italia

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In questa intervista, l’infermiere Fabio D’Attilio e la Psicologa e Psicoterapeuta Sara Marini, dell’ULSS 7 Pedemontana ci raccontano del progetto "Simposio dei poeti – Parole in libertà" attivato dal Centro Diurno Schio-Thiene dell’Azienda ULSS7 Pedemontana.

ISimposio dei Poeti è un stato evento culturale aperto alla cittadinanza durante il quale tutti coloro che volevano cimentarsi con la poesia hanno avuto la possibilità di recitare i propri versi. Ogni incontro è stato caratterizzato da una tematica specifica ed è stato arricchito da intermezzi musicali. La partecipazione di utenti del Centro di Salute Mentale è stata elevata e, fatto degno di nota, il personale sanitario presente era “mimetizzato”.
Il progetto ha coinvolto diverse realtà del territorio nella promozione della sensibilità ai temi della salute mentale e all'abbattimento dello stigma attraverso l’utilizzo di componimenti poetici.

Nicole Bizzotto: Come è nata quest’idea?

Fabio D’Attilio e Sara Marini: L’idea è nata più di un anno fa anche se il Dottor Maniscalco, Direttore dipartimentale di Salute Mentale dell’ULSS 7 Pedemontana, da 8/9 anni circa ha promosso questo progetto nell’ULSS di Legnago dove lavorava precedentemente. Questo format quindi è pre-esistente. Noi l’abbiamo personalizzato sia dal punto di vista dei contenuti che sul modo di presentarlo e condividerlo con il pubblico.
Il Simposio dei poeti è organizzato dal Centro Diurno ma si svolge in collaborazione con diverse associazioni attive sul territorio. L’obiettivo principale è quello di “portar fuori” delle tematiche relative alla salute mentale, per questa ragione prevede il coinvolgimento di diversi comuni. La prima edizione si è svolta l’11 ottobre 2019 a Villa Bassi, in collaborazione con il comune di Zugliano (Vicenza), e l’ultimo evento si è svolto a Giugno 2020 presso Villa Fabris, con la collaborazione del comune di Thiene (Vicenza).

10 Simposio dei poeti locandina generale 14 febbraio page 0001Tra gli obiettivi principali del progetto c’è infatti quello di contrastare stigmatizzazioni e pregiudizi: sono tematiche molto importanti che ruotano attorno all’ambito della salute mentale e spesso sono dovute anche alla scarsa conoscenza di tale sofferenza. Più si conosce l’ambito della salute mentale, più si impara ad accettare anche un certo tipo di sofferenza. Ciò serve anche a scardinare l’isolamento di chi ne è vittima e creare un senso di appartenenza alla comunità e una possibilità di una socializzazione senza barriere perché, di fatto, nel Simposio dei Poeti, non si distinguono, durante le serate, i non utenti dagli utenti.
È proprio l’aspetto della socializzazione che può rinforzare e veicolare la poesia: una socializzazione senza barriere. Questi aspetti sono parte integrante del percorso di riabilitazione dei nostri utenti.

Proprio perché l'obiettivo principale è l'integrazione, l'iniziativa non si svolgeva all’interno del Centro Diurno per coinvolgere il più possibile la cittadinanza,. Ha infatti coinvolto sia ambiti riabilitativi come il Centro Diurno "Il Faro" o la C.T.R.P. (Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta) ma anche associazioni del territorio sempre attive nell’ambito della salute mentale.
La cosa bella e interessante del ‘Simposio’ è che ha coinvolto, oltre alle associazioni legate alla salute mentale, anche altre associazioni del territorio come un’associazione dilettantistica di poeti dialettali.

NB: I pazienti del Centro Salute Mentale partecipavano accompagnati da altre figure sanitarie?

FD’A e SM: Gli appuntamenti e i vari argomenti venivano resi noti in anticipo. Bastava che gli interessati ci chiamassero e segnassero quante poesie volevano presentare. Erano presenti sia la parte di poeti della popolazione che i pazienti. Solo i pazienti provenienti dalle comunità venivano accompagnati, gli altri raggiungevano l’evento in modo autonomo: gli utenti sono liberi cittadini, prima di tutto.

NB: Come sono state decise le tematiche delle varie serate?

FD’A e SM:Le tematiche sono state decise seguendo un percorso dettato da una riflessione comune: abbiamo scelto temi importanti che riguardavano "la persona" nelle sue varie sfacettature. L’appuntamento aveva cadenza mensile per cui anche il mese in cui avveniva l’evento è stato determinante per definire il tema: il carnevale, la ripartenza o, ahimè, il covid (visto il periodo abbiamo usato anche questo come tema).
Inoltre in ogni serata erano previsti degli intermezzi musicali: abbiamo ospitato diversi gruppi con l’obiettivo di impreziosire la manifestazione. L’evento durava un’ora e mezza circa, quindi ogni 5-6 poesie il gruppo suonava una canzone.

NB: Adesso è concluso il percorso o pensate di continuarlo?
In questo momento (9 Novembre 2020) il progetto è sospeso a causa della pandemia e non potendo creare assembramenti questa tipologia di attività è stata sospesa.
L’obiettivo però è quello di riprendere appena possibile anche perché i partecipanti sono molto coinvolti e ci chiedono di volta in volta quando lo rifaremo.

FD’A e SM: A causa del Covid abbiamo svolto anche un evento online in cui è stata coinvolta una scolaresca dove hanno partecipato alcuni alunni di una classe insieme ai professori. Questa esperienza è stata particolarmente importante, per avvicinare i giovani ai temi della salute mentale rendendo visibile ciò che spesso è invisibile; per creare una "cultura dell'integrazione" che possa abbattere la barriera del pregiudizio e dello stigma, consapevoli che la condivisione di emozioni e la corretta informazione sono il primo passo verso la comprensione e l’empatia. I ragazzi hanno fatto un lavoro stupendo seppure senza alcuna esperienza di poesia. Ci hanno chiesto anche loro di ri-coinvolgerli in futuro.

 NB: Conoscevate il mondo della poetry therapy? Cosa ne pensate di questa pratica?

F.D’A.: Non sapevo dell’esistenza della poetry therapy. Mi sono informato dopo che ti ho conosciuta Nicole e ho visto che esiste questa possibilità.

S.M.: La poesia e l’espressione creativa attraverso la parola diventano un modo per avvicinare delle esperienze esistenziali dell’altro, come un ponte che crea un contatto. Tutti siamo un po’ poeti nel senso che se qualcuno fa emergere degli aspetti anche personali tramite i suoi scritti poi è possibile condividerli con gli altri anche in modo autentico, per avvicinarsi all’altra persona.

F.D’A.: L’arte, anche a partire dalle esperienze di musicoterapia è il medium per “tirare fuori” un qualcosa che con altri sistemi risulterebbe difficile. Anche perché fortunatamente l’arte è salvaguardata sempre anche nei pazienti: se lo vedono un po’ come gioco risulta più facile anche l’espressione. Poi, come nel Simposio dei Poeti, con il fatto che siamo tutti alla pari, il dialogo diventa più facile. L’uscire dal nostro ruolo, di paziente o di curante, delle volte ci aiuta.

Le poesie scritte dal gruppo

Ripartenza
Sperando che questo periodo passi

in attesa di ritornare a divertirsi
al centro diurno “Il Faro” veniamo
e ciaccole, risate, gruppi e caffè ci spariamo

Più tranquilli ritorniamo nelle nostre case
dove troviamo radici profonde: la nostra base
lì sogni e pensieri ci fanno compagnia
e di futuri migliori cerchiamo la via

A furia di lavarci le mani consumiamo
ma così la salute preserviamo
usciamo con le mascherine che nascondono il viso
ma non impediscono dagli occhi di donare un sorriso

Baci ed abbracci sono lontani, ma sinceri
nell'attesa che ritornino quelli veri...
in fondo questo covid ha dimostrato
che l'importanza dei legami ha consolidato
BIDIBI BODIBI BU
ora però virus sparisci e non tornare più

Il faro
Siamo ripartiti dopo tanto tempo

cercando di cancellare questo brutto momento
che tanto ci ha tenuti dentro casa...
e adesso ci ritroviamo qui in via Rasa
a scrivere poesie
tra gioie e malinconie.

Tanto è cambiato rispetto a prima
con gruppi alternati frequentiamo la mattina.

Piano piano la libertà riconquistiamo
ma per ora non possiamo più tenerci per mano.

Eravamo dentro ad una forte tempesta
ed ora cercando l'arcobaleno alziamo la testa!

 

Fabio D’Attilio. Infermiere del Centro Salute Mentale di Thiene,  musicoterapista in formazione, cantante tuttora in attività con vari gruppi musicali, con esperienza di insegnamento del canto e vocal coach. Coinvolto nel progetto Simposio dei Poeti dal Dottor Maniscalco come presentatore.

Sara Marini. Psicologa - Psicoterapeuta laureatasi a Padova, dove si è specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicodinamico. Lavora in ULSS 7 Pedemontana presso il Centro Salute Mentale di Thiene, dove svolge attività psicodiagnostica, psicoterapica, di sostegno psicologico e psicoeducativo agli utenti e ai loro familiari. Coordina il Centro Diurno “Il Faro” di Thiene-Schio, Centro Diurno che ha promosso l’evento Simposio dei Poeti.

 


 

nicole bizzottoNicole Bizzotto, dottoranda di ricerca all’Istituto di Comunicazione Sanitaria dell’Università della Svizzera italiana di Lugano. Ha l'obiettivo di creare un ponte tra la scienza e la poesia. Ha conseguito un M.Sc. in Cognitive Psychology in Health Communication (doppia-laurea tra l’Università della Svizzera italiana a Lugano e l’Università Vita-Salute San Raffaele a Milano) con il massimo dei voti e lode con una ricerca sperimentale sulle metafore visive. Precedentemente si è laureata in Psicologia Cognitiva all'Università di Trento con il massimo dei voti e lode. Collabora con Mille Gru come scientific advisor e responsabile della comunicazione con l’Estero per le pratiche di poetry therapy.
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