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Poetry Therapy Italia

Recensioni Leardini bianco

“Un laboratorio di poesia per mettere a fuoco ciò che siamo”: Isabella Leardini intreccia storie incontrate in dieci anni di laboratori in diverse scuole, dalle elementari alle medie, dal Liceo classico al professionale e in diverse città. Ha condotto giovani voci di un liceo e piccole voci di bambini a trovare la propria strada, a dare forma alle emozioni nascoste.

Il libro si struttura lungo un cammino fatto di sette sì: al silenzio, alla parola, all’altro, al lavoro, al toccare il nodo, alla voce e alla forma fissa. Sono i passaggi dal noto all’ignoto, i passi che la poesia chiede di dire per marcare un cambiamento, per cercare oltre il buio del bosco la mano che ci possa afferrare dall’altra parte. Ciascun partecipante ha dovuto affrontare questi gradini per salire a vedere la verità di se stessi. E della poesia. Perché come dice Marina Cvetaeva la poesia è risposta, anche all’opera che ancora è ferma e si deve muovere.

Prima occorre predisporre l’humus per fare fiorire i semi: è il silenzio, fratello anticipatore della poesia. Poi bisogna ascoltare le parole che emergono da dentro, dal mistero. Il terzo passo è capire il vero destinatario delle nostre parole che spesso è celato. Il quarto sì è il lavoro sul testo, il labor limae di latina memoria, con tutti i suoi trucchi e le sue fatiche; il quinto sì è la catabasi verso il nucleo di magma che è solo nostro, è toccare il nostro grande argomento e avere il coraggio di guardarlo in faccia. Il penultimo sì è la scrittura che si fa corpo nella voce e si libera ancora e libera dalla paura. Infine c’è la forma fissata in un piccolo libro da costruire con le proprie mani.

Leardini Domare il dragoRicco di citazioni pregevoli, di contributi di giovani vite, il cammino dei sette sì si snoda come un bel fiume di fondovalle, con i colori delle vette nei ghiaieti e con gli abissi del mare anticipati nelle pozze sotto le cascate. Non è un libro sulla poetry therapy in senso stretto – né pretende di esserlo – però contiene molti elementi utili per arrivare preparati all’incontro con la poesia e quindi poi a un percorso che potrebbe avere come obiettivo primario la cura attraverso le parole: cura di traumi psicologici, cura di sentimenti feriti, cura di lesioni dell’anima. Molte indicazioni del laboratorio funzionano come piccole “medicine letterarie” per affrontare il fuoco della poesia senza bruciarsi, funzionano per la cura di sé stessi, soprattutto nel quinto sì, quello del nodo, in cui intravediamo – nelle storie personali – l’efficacia della parola che allevia la paura del buio e non stordisce con la piena luce. Forse si poteva esplicitare meglio, nella narrazione che resta molto coinvolgente e sincera, come il laboratorio ha svolto i sette passi verso il sì coi bimbi e con gli adolescenti, con che durata e con quali compiti, come si sono svolti gli incontri nei reparti di ospedale, con quale supporto da parte della struttura. Magari sarà materiale per un nuovo libro più tecnico.

Eccoci infine al drago accanto a noi, mansueto, per un attimo. Sta con noi, ma è in grado in un secondo di sputare un fiume di fuoco. Ma anche di portarci oltre i limiti dell’atmosfera, dove non si respira più se non polvere di sole. Accompagnati da questo amico, scopriamo ogni giorno il dono della poesia per noi.

Domare il drago di Isabella Leardini - 2018 Mondadori

 


 

giacomo nucciGiacomo Nucci insegna lettere alla scuola secondaria di 1° grado dopo la laurea in Lettere Classiche in Statale di Milano. Dal 2009 fa teatro e dal 2013 teatro-poesia, sotto la guida di Dome Bulfaro. Ha pubblicato una raccolta di poesie, Sabbie e sorgenti, nel 2013 con Steber Edizioni. Dal 2017 è membro del gruppo editoriale e di ricerca Millegru, con cui ha pubblicato Così va molto meglio. Nuove pratiche di Poetry Therapy e con cui pratica poesia ad alta voce, laboratori per bimbi, massaggio poetico con donne incinte e con adulti.
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