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Poetry Therapy Italia

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Le terapie psicoespressive integrano diversi livelli di esperienza e rappresentano uno strumento terapeutico utile sia come attività di abilitazione-riabilitazione, sia come promozione del benessere, sia per l’auto conoscimento ed esplorazione. Inoltre, rappresentano un modo efficace per aiutare le persone che hanno difficoltà ad esprimersi e comunicare; promuovono l'autoconoscenza emotiva e la regolazione del comportamento. Funzionano con bambini e adolescenti; aumentano la fiducia in se stessi; rafforzano l'autostima e aiutano i pazienti che soffrono di depressione. Infine, generano piacere, divertimento e riduzione di stress e ansia.

Secondo l'American Art Therapy Association, l'arte terapia è definita come “una professione di salute mentale che utilizza il processo creativo della creazione artistica per migliorare il benessere fisico, mentale ed emotivo di persone di tutte le età”.
Si basa sulla convinzione che “il processo creativo coinvolto nell'espressione artistica aiuti le persone a risolvere conflitti e problemi, sviluppare capacità interpersonali, gestire il comportamento, ridurre lo stress, gestire i cambiamenti della vita e raggiungere la comprensione”. L'arteterapia è dunque una forma di terapia che utilizza il processo creativo come strumento di cura.

Quando si parla di arteterapia si pensa principalmente all’arte plastica, alla pittura e al disegno, ma arteterapia non è solo questo. Infatti, sarebbe meglio parlare di “terapie psicoepsressive”.

Le terapie psicoespressive integrano diversi livelli di esperienza, come l’arte, la danza, il teatro, la musica, il gioco, la narrazione, la poesia, le risorse audiovisive (fotografia, video e cinema), le risorse multisensoriali, i sogni, le metafore e i rituali.

Attraverso l'espressione del corpo, con le immagini e con la musica, possiamo esprimere ciò che le parole non possono esprimere simultaneamente. Elementi ambigui, enigmatici o persino contraddittori possono fluire nella stessa immagine perché l'arte, a differenza del linguaggio, non ha una rigida organizzazione strutturale.

L'attività manuale e psicomotoria può aiutare ad esprimere le emozioni e le paure, e toccando l’anima umana anche negli aspetti più spirituali, può avere effetti liberatori e catartici. Le esperienze creative possono metterci in contatto con parti di noi

altrimenti inaccessibili, per aiutarci a superare la sensazione di vuoto esistenziale.

Le terapie psicoespressive usano il pensiero visivo: attraverso le immagini possiamo organizzare il nostro mondo interiore, i nostri sentimenti e pensieri. Anche nella nostra vita quotidiana definiamo il mondo attraverso descrizioni visive: spesso pensiamo alle immagini per rappresentare i sentimenti, e i nostri pensieri durante i primi anni di vita sono in forma di immagini.

Secondo Freud, l’arte è più vicina all'inconscio poiché la percezione visiva precede lo sviluppo delle capacità di espressione verbale. Anche Jung, noto per il suo interesse per i simboli, i sogni e l'arte, oltre ad aver sottolineato l'importanza delle immagini in terapia, ha anche osservato che lasciando che uno stato mentale si trasformi in un'immagine onirica o artistica, è possibile comprenderlo più chiaramente vivendo in profondità le emozioni in esso contenute.

Negli ultimi anni è stato scoperto che le esperienze drammatiche sono spesso codificate nella mente sotto forma di immagini: quando viviamo un trauma, la nostra mente lo registra come farebbe una macchina fotografica, di conseguenza, l'arte diventa uno strumento unico per esprimere queste immagini drammatiche (Lutri, 2008).

Le forme espressive della creazione artistica, collegate al corpo e ai sensi, possono essere un mezzo privilegiato per accedere alla mente e al sentimento, per trovare una maggiore capacità di pensare, organizzare e comunicare l'esperienza interna in modo più articolato e mentalizzato (Varela et al., 1991). I linguaggi espressivi riflettono la sfumatura e aiutano a connettersi con il sentimento e il pensiero; allo stesso tempo, offrono materiale per l'auto-narrazione (Robbins, 1998) quindi, supportano la capacità riflessiva.

Queste tecniche permettono alla persona di riconnettersi con la propria esperienza, favoriscono l’attivazione emotiva -ricreando un collegando tra pensiero ed esperienza, tra corpo e mente- offrono la creazione di collegamenti a stati emotivi e facilitano la riflessione e l’ascolto. Sono coinvolte nell'antico bisogno degli esseri umani di conoscere il mondo e crearne di nuovi, parlare di sé, creare bellezza e goderne, e condividere nel gruppo. Nelle danze e nelle grotte tribali, la mente umana ha sempre creato e rappresentato se stessa e la propria visione del mondo anche prima del linguaggio (Boccalon, 2010). Questa necessità di esprimere e creare è stata integrata nella pratica teorico-clinica delle terapie espressive come potenziale terapeutico e riabilitativo e il mezzo artistico-espressivo è diventato uno strumento di relazione terapeutica, analisi e intervento. L'espressione grafico-pittorica, corporale e sonora ci permette di esprimere qualcosa senza averlo in mente e, ignorando le difese del codice verbale, offre una forma di contenuto mentale anche senza lessico.

L'uso della danza e del movimento come strumento terapeutico è radicato nell'idea che il corpo e la mente sono inseparabili. Una premessa di base è considerare che il movimento del corpo riflette gli stati emotivi interni e che il cambiamento nella gamma di possibilità del movimento comporta cambiamenti psicologici che promuovono la salute e lo sviluppo. È uno strumento terapeutico utile sia come attività di abilitazione-riabilitazione, sia come promozione del benessere, sia per l’auto conoscimento ed esplorazione.

Il modello di riferimento.

La scuola in cui mi sono formata, l’Instituto Iase di Valencia, fa riferimento al modello psico-espressivo EPsiHum ©, ideato dalla direttrice della scuola Marcelli Pereira Ferraz, che integra le terapie espressive con la psicologia umanistica. Il modello parte dall’assunto di base che gli esseri umani hanno la capacità di esprimersi attraverso diversi canali psico-espressivi, quindi integra diverse risorse creative nel lavoro psico-espressivo. La terapia espressiva del modello Epsihum©, utilizza varie risorse creative (pittura, scultura, danza, gioco, fotografia, video, musica ... ecc.) come facilitatori terapeutici. A differenza dell'espressione dell'arte tradizionale, l'accento è posto sul processo creativo e non sul valore estetico del risultato finale.

È importante specificare che l’obiettivo è espressivo-terapeutico, non propriamente artistico, nel senso che il disegno prodotto non deve essere bello, ma deve avere un significato per la persona che lo crea. Si tratta, infatti, di un momento di espressività artistica nel quale la persona potrà essere libera dal giudizio, non solo degli altri, ma anche di se stessa. Alle volte, infatti, siamo proprio noi a essere troppo critici con noi stessi. Inoltre, è fondamentale che dopo l’attività artistica segua un’elaborazione verbale delle emozioni emerse sia durante, sia dopo l’attività.

Si tratta di tecniche che permettono di ampliare la consapevolezza, sviluppare potenzialità e superare blocchi e resistenze, favorendo la concentrazione sul qui e ora e rendendo la persona protagonista.

In conclusione, le terapie psicoespressive, rappresentano uno strumento utile per lo psicologo per accedere a contenuti velati e simbolizzarli in modo creativo, aiutare la persona a riscoprirsi e conoscersi più in profondità.

Bibliografia e sitografia.

  • American Art Therapy Association. Art therapy. americanarttherapyassociation.org/aata-aboutus.html
  • Boccalon, R. (2010). Curare a regola d’arte: processi biologici, processi creativi, processi terapeutici. Artè quaderni italiani di Arte terapia, anno 05, numero 07, aprile 2010
  • Lutri, A. (2008). Modelli della mente e processi di pensiero: il dibattito antropologico. Catania: Edit Press. 
  • Robbins, A. (1998). Therapeutic presence: Bridging expression and form. Bristol, PA: Jessica Kingsley
  • Varela, F., Thompson, E., e Rosch, E. (1991). The embodied mind: Cognitive science and human experience. Cambridge, Ma, Usa: Mit Press.
  • https://blog.institutoiase.com/conoces-las-terapias-psicoexpresivas/

 

 


 

azzurra d agostino

Debora Mauri è una psicologa formata tra l’Italia e la Spagna.
Ha svolto il tirocinio professionalizzante presso il labtalento di Pavia con bambini e ragazzi ad alto potenziale e ha lavorato in ambiente scolastico.
Ha esperienza nell’ambito dell’arteterapia e delle terapie psicoespressive.
È insegnante di yoga ed è specializzata in tecniche di rilassamento e training autogeno.

» La sua scheda personale.

 

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